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Gli aromi organici: estratti e macerati
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Gli aromi organici: estratti e macerati Gli aromi per sigaretta elettronica si dividono, solitamente, in due grandi categorie: naturali identici e organici. All’ interno della prima tipologia non esiste una vera e propria classificazione. Esiste piuttosto una sotto categoria, che riguarda una strettissima minoranza di liquidi, ottenuti miscelando aromi naturali con altri di provenienza sintetica. \r\nPer quanto concerne invece gli organici, si usa far riferimento a due insiemi ben distinti: quello degli estratti e quello dei macerati. Questa differenziazione riguarda principalmente il tipo di procedimento chimico che si usa per ottenere l’aroma il quale, ovviamente, è in entrambi i casi naturale. Estratti e macerati non si diversificano però solo in base al processo di ottenimento. Ognuno ha le sue caratteristiche che lo rende unico e più o meno preferibile all’altro.\r\n\r\nI macerati\r\n\r\nPer macerazione si intende quel processo chimico che, tramite l’ausilio di solventi, permette di estrarre determinate componenti da una materia prima prescelta. Di fatto si tratta di una semplice operazione di solubilizzazione: servendosi di un solvente qualsiasi (acqua, alcool, glicole propilenico) è possibile estrarre determinate componenti semplicemente lasciando la materia prima a contatto con il solvente scelto. Usata necessariamente nel settore vinicolo (in quanto la macerazione è una vera e propria fase della vinificazione) e, soprattutto, nell’industria farmaceutica, dove si sceglie di macerare fiori e foglie per estrarne componenti particolarmente volatili.\r\n\r\nIn ambito svapo questo processo estrattivo è più spesso conosciuto come “metodo Azhad”. Qualche anno fa, infatti, cominciò a diffondersi sul web questa pratica che, secondo alcuni, rappresenta il primissimo metodo di cui si serviva il famosissimo produttore italiano di eliquids. A moltissimi altri invece, compreso il sottoscritto, parve strano che una produzione industriale di aromi di altissima qualità, come appunto quella del Colaianni, potesse servirsi di un metodo così banale. \r\n\r\nIl “metodo Azhad” consiste, sostanzialmente, nel riporre a macerare in PG una materia prima vegetale (che sia un tabacco, una frutta, o un insieme di questi elementi) per ottenere, dopo 3 lunghi mesi, un aroma da miscelare con le nostre basi da svapo. Inutile dire che la scelta della materia prima è di fondamentale importanza. E’ essenziale scegliere una materia di partenza che sia assolutamente priva di additivi o contaminata da sostanze in qualche modo tossiche. L’estrazione potrebbe infatti produrre un aroma finale contenente tracce di sostanze nocive che sarebbero inevitabilmente inalate dal vaper durante la fase di vaporizzazione. \r\nSpesso, prima di iniziare la vera e propria macerazione, si esegue un ulteriore passaggio, con lo scopo, appunto, di rimuovere impurità e sostanze nocive superficiali. Non si fa altro che prendere la materia prima e tenerla qualche giorno in alcool alimentare 95°, in modo da fare una lievissima operazione di rimozione delle impurità.\r\nQuesto processo può essere eseguito a temperature differenti e servendosi di solventi di vario tipo. Il risultato finale sarà ovviamente influenzato da le sostanze utilizzate ma, alla fine, si avrà sempre e comunque un’estrazione.\r\n\r\n\r\nGli estratti\r\n\r\nSpesso nel mondo della sigaretta elettronica si allude agli estratti riferendosi genericamente a tutti quegli aromi che non sono ottenuti tramite macerazione. Sappiate che la questione è, in realtà, ben più complessa; esistono infatti numerosissime tecniche di estrazione: vedi ad esempio la distillazione, la percolazione, la spremitura ecc…\r\n\r\nNon tutte le aziende produttrici di aromi rendono pubblici i procedimenti che utilizzano per ottenere i loro aromi, anzi, a dire il vero, si tratta il più delle volte di segreti industriali e procedure assolutamente private. Facendo però una panoramica tra quelli che sono i metodi più diffusi, ci si imbatte subito in quello dell’estrazione a freddo (conosciuto anche nella sua versione “casalinga” come “metodo della concreta”).\r\n Tutto il procedimento ruota attorno all’ottenimento della suddetta concreta, ovvero il residuo organico che rimane dopo l’evaporazione del solvente. Per ricavarla non si fa altro che prendere una materia prima, spesso corrispondente ad una tipologia di tabacco ed immergerla completamente in alcol alimentare. Trascorso un breve periodo di “steeping”, molte componenti organico-aromatiche si saranno trasferite al solvente ( nel nostro caso alcool). A questo punto non si fa altro che separare il solvente, carico di aroma, dal tabacco, e fare in modo che evapori tutto l’alcool. Sul fondo del recipiente rimarrà una sorta di resina color ambra che altro non è che la tanto agognata concreta. Questa è come se fosse un composto di aroma super concentrato, da miscelare poi al glicole propilenico per ottenere 10ml di aroma (o più, a seconda delle dosi utilizzate).\r\n\r\nQuanto detto sopra è un esempio davvero molto semplicistico di una comunissima estrazione a freddo. Ovviamente i produttori di eliquids a livello industriale non seguono metodi così antiquati, bensì si servono di strumenti professionali (estrattori). Considerate che al processo base si possono aggiungere tipologie diverse di solventi, temperature di lavoro ben precise e, cosa più importante, metodi di filtrazione-purificazione specifici. \r\n\r\nDifferenze allo svapo\r\n\r\nGli elementi che distinguono un aroma estratto da uno macerato non si limitano al solo procedimento seguito per ottenere il prodotto finale. Queste due tipologie di aromi si comportano, infatti, in due maniere completamente diverse. Generalmente gli estratti hanno il vantaggio di essere molto più “stabili” nel loro gusto e, per questo, tranne pochissime eccezioni, non necessitano di maturazione. I macerati, al contrario, hanno la tendenza a cambiare nel tempo. Molti macerati di tabacco necessitano spesso di più o meno lunghe maturazioni e, una volta raggiunto il tempo di steeping ottimale (consigliato a seconda del liquido dal produttore), sono comunque soggetti a cambiare, a volte anche drasticamente, il loro spettro aromatico.\r\n\r\nDa quanto detto sembrerebbe che gli estratti abbiano una comodità tale da essere sempre preferibili ad aromi macerati. Come mai allora, anche quest’ultimi, sono apprezzati da moltissimi vapers? Il motivo si nasconde nella risposta aromatica che, allo svapo, questi due prodotti riescono a regalare. \r\nUn estratto ha una resa solitamente più netta, più prepotente e, in alcuni casi, quasi asfaltante. Nonostante esistano molti aromi di una complessità unica, alcuni estratti tendono a dare maggior rilievo a quelle che sono le note di testa, tralasciando, a volte, quelle sfumature che si trovano nella “coda” del liquido. \r\nUn macerato, invece, lo definirei più elegante, sicuramente meno sfrontato. Ha una risposta aromatica, a mio parere, più equilibrata ed è meno aggressivo con le papille gustative del nostro palato. Pensate che esistono dei vapers che, a causa della loro sensibilità particolarmente pronunciata, disdegnano la quasi totalità degli estratti, proprio a causa di una restituzione aromatica troppo “aggressiva”.\r\nD’altra parte, invece, esistono degli svapatori che non sopportano gli aromi macerati perché caratterizzati da una risposta aromatica quasi sempre più dolciastra. Di fatti lo spettro aromatico che offre un macerato è piuttosto diverso rispetto a quello di un estratto. Quest’ultimo è quasi sempre più secco e più “tagliente”, rispetto ad un macerato che, tendenzialmente, offre una svapata più morbida e gentile, in grado di enfatizzare anche le note più basse della matrice organica. \r\n\r\nUn\'altra grande distinzione tra i due tipi di aromi in questione riguarda la loro concentrazione e, di conseguenza, l’impatto sulle resistenze. E’ vero che ultimamente si sta ricorrendo, sempre più spesso, a modernissime tecniche di filtrazione ma, nonostante ciò, si può tranquillamente asserire che, in linea di massima, un aroma estratto è sempre più concentrato rispetto ad uno macerato. Questo non sta a significare che quest’ultimo risulti essere più scarico oppure meno aromatico ma, semplicemente, che i due aromi si manifestano in modo differente su le nostre papille gustative.
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By Tony Milanese Aromatiere
Ogni estratto nasce dall’incontro tra intuizione, materie prime di altissima qualità e volontà di condividere un’esperienza sensoriale unica e distintiva.
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