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Il primo tabaccoso della storia del vaping: Ruyan’s ry4
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Il primo tabaccoso della storia del vaping: Ruyan’s ry4 Il mondo della sigaretta elettronica ha vissuto, nell’ultima decade, un’evoluzione a dir poco esponenziale. Ad oggi il mercato offre una quantità smisurata di hardware, atomizzatori di tutti i tipi ed una gamma pressoché infinita di e-liquids. Sappiate però che non è sempre stato così…\r\n\r\nDopo la geniale intuizione di Hon Lik, considerato tutt’ora il vero e proprio inventore della sigaretta elettronica, il mondo dell’hardware dello svapo è stato travolto, negli anni, da un’inarrestabile evoluzione. Questa ha portato, agli inizi del 2010, alla nascita dei primi atomizzatori rigenerabili considerati “stabili”. Ma per quanto concerne gli aromi? Qual è stato quel liquido che ha segnato una svolta nel panorama del vaping mondiale? La risposta arriva, ancora una volta, dalla terra del sol levante. Fu la Ruyan, la prima grande azienda di sigarette elettroniche della storia, che propose agli inizi del 2000 il famosissimo ry4. \r\n\r\nL’ ry4 è considerato il primo liquido tabaccoso della storia. Il padre di tutti gli aromi al tabacco, che oggi tanto adoriamo. La vera e propria pietra miliare degli e-liquids tabaccosi. \r\nEra il 2004 quando la Ruyan lanciò sul mercato la sua personalissima ricetta composta da tabacco (di origine sintetica) vaniglia e caramello. Non era altro che il blend numero 4 della sopracitata famosissima azienda e, col passare del tempo, quello che era il “Ruyan blend #4” diventò, per comodità, il celeberrimo “ry4”.\r\n\r\nPensate che questo e-liquid è venduto ancora oggi. Chiunque usi vaporizzatori personali si sarà infatti imbattuto, almeno una volta, in questo liquido quasi “leggendario”. La ricetta della Ruyan è ovviamente segreta ma, nel corso degli anni, tutti i maggiori produttori di liquidi per sigaretta elettronica si sono cimentati nel cercar di replicare e, in alcuni casi, migliorare, quello che è, tutt’ora, uno dei blend più riusciti della storia dello svapo. \r\nAlcuni uscirono con l’ry5, altri con l’ry4.2. Chiunque sia appassionato di e-liquids si è confrontato, prima o poi, con la stimolantissima sfida di provare a riproporre questa tipica ricetta. Oggi, in commercio, ne sono disponibili un’infinità di varianti ma, quasi tutte, hanno aggiunto al mix originale, una piccola percentuale di liquirizia. \r\n\r\nRiproporre questo aroma assume il significato di un vero e proprio tributo al mondo della sigaretta elettronica. Sono davvero tantissimi i produttori di e-liquids che hanno preso l’ry4 studiandone l’equilibrio delle componenti aromatiche, e traendone spunto per la creazione di altri blend. In tanti cambiarono il tabacco di base, irrobustendolo in alcuni casi o, addirittura, proponendo una variante un poco più forte e affumicata. Altri aggiunsero alla ricetta originale una buona manciata di caramello salato, nel tentativo di smorzare la tipica dolcezza di fondo che caratterizza questo liquido. I più virtuosi, invece, sono arrivati persino a realizzare una rivisitazione dell’ry4, ricavandolo da materie prime naturali, e proponendone, infine, una versione organica. \r\n\r\nLa ricetta di Ruyan ha letteralmente fatto scuola nel mondo degli aromi per e-cig tant’è che, ancora oggi, il “sapore ry4” ha un suo posto ben preciso nelle categorie aromatiche degli e-liquids. Provare a descriverlo non è semplice: è un misto tra caramello, vaniglia e un ricordo lontanissimo e leggerissimo di tabacco spento. Ha nel suo bouquet una parte dolce parecchio prepotente ma anche una piuttosto amarognola, che esce in fase di espirazione del vapore, e che accomuna, spesso, il sapore dell’ry4 a quello dello zucchero filato, dolce di primo acchito ma con un persistente retrogusto amarognolo. \r\n\r\nMa quali sono gli elementi utilizzati per la creazione di questo sapore tanto amato quanto complesso? Come sapete i liquidi sintetici non son altro che il risultato di un mix di componenti e aromi chimico-alimentari. Ovviamente ogni azienda custodisce la sua ricetta con segretezza ma, analizzandone attentamente il sapore, possiamo individuare alcuni elementi che accomunano tutti gli ry4. Uno su tutti è sicuramente la Vanillina, che altro non è che semplice vaniglia sintetica. \r\nUn altro elemento che, certamente, caratterizza moltissimi aromi di questa categoria è l’Etilmaltolo: un esaltatore di sapidità usato anche nella produzione del vino, del cioccolato e in pasticceria. Particolarmente apprezzato anche dalle aziende di e-liquid perché tende ad aumentare la cremosità dei gusti andando a coprire retrogusti più amari.\r\nCyclotene, anch’esso contenuto probabilmente nella maggior parte di ry4, caratterizzato da un sapore di caffè, caramello, acero, e con rimandi fumosi; e, infine, l’Acetilpiradina. Quest’ultimo è un composto organico che si presenta sotto forma di liquido viscoso incolore. Si trova in natura nel malto e contribuisce a rendere il sapore di birra, popcorn e mais. \r\n\r\nQuella di cui sopra non è altro che una panoramica generale di quelli elementi che, con maggiore probabilità, sono contenuti dentro ogni ry4 che si rispetti. Non importa certo soffermarsi su inutili tecnicismi e noiosissime analisi chimiche, per capire quanto questa ricetta sia stata importante per il mondo della sigaretta elettronica. Personalmente mi sento solo di celebrare Ruyan e la sua geniale intuizione, grazie alla quale è stato possibile allontanare migliaia di utenti dal dannosissimo e odiatissimo fumo analogico.

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By Tony Milanese Aromatiere
Ogni estratto nasce dall’incontro tra intuizione, materie prime di altissima qualità e volontà di condividere un’esperienza sensoriale unica e distintiva.
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